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FORMIGONI: DAL VIGILE SAVARINO UNA LEZIONE SUL SENSO DEL DOVERE
20/01/2012 Ha pregato per cinque minuti assieme ai familiari del vigile Niccolò Savarino. Subito dopo l'apertura, alle ore 9.35, il presidente Roberto Formigoni, ha fatto il suo ingresso nella camera ardente allestita presso il primo piano del comando del corpo della Polizia locale in piazza Beccaria a Milano. Davanti al feretro, a sinistra, presente il gonfalone di Regione Lombardia, a sottolineare la profonda vicinanza dell'istituzione lombarda e il sentimento di gratitudine «per un uomo - ha detto Formigoni all'uscita dal comando affiancato dall’assessore Romano La Russa - che ha sacrificato la sua vita nell'adempimento del suo dovere. Hanno colpito tutti noi l'efferatezza e la ferocia con cui questo delitto è stato compiuto: tutto ciò fa contrasto con la sua personalità di persona proba, dedita al proprio lavoro, descritta in maniera così netta in questi giorni da chi lo conosceva».
Stesse parole Formigoni ha riservato al comandante della Polizia Tullio Mastrangelo nel corso di un colloquio privato davanti all'ingresso della camera ardente. «Savarino - ha ricordato il presidente - è stato ammazzato in maniera incivile e quindi è bene che tutti noi ci uniamo al suo ricordo. Ho voluto portare il mio saluto e le condoglianze mie personali e della Giunta della Regione Lombardia ai familiari, ai colleghi e al comando della Polizia locale. Sono momenti nei quali ciascuno di noi viene chiamato al senso delle cose vere e del dovere che questi servitori dello Stato e del bene pubblico hanno in sé».

Tags: Niccolò Savarino - Formigoni - La Russa - Tullio Mastrangelo
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