Aggiungi ai preferiti

Link | Contatti


03/02/2012 - Milano

STUPRO DI GRUPPO, SENTENZA SHOCK DELLA CASSAZIONE
ALBONI: COSÌ SI RISCHIA DI TORNARE INDIETRO DI SECOLI

«In una società che davvero si vuole definire civile, non si può prescindere dal rispetto per le donne. Altrimenti, non solo si rischia di regredire invece che progredire, ma si innescano anche i presupposti di un pericoloso “tutti contro tutti”».

E’ il commento del vicepresidente del Pdl in Regione Lombardia, Roberto Alboni sulla sentenza della Cassazione che prevede anche misure cautelari alternative al carcere per i casi di violenza sessuale di gruppo.

«Sia chiaro, questa non è una polemica contro la magistratura, ma è una presa di posizione che guarda in modo oggettivo alla realtà quotidiana – aggiunge Alboni -. Premesso che un uomo che si rende protagonista di simili azioni non è un uomo, ma un animale, questa sentenza della Cassazione rischia di annebbiare tutte quelle risposte che in ambito sociale l’Italia ha saputo dare alla figura della donna. Risposte che viaggiano sui binari della civiltà e del progresso».

«Per certe azioni – aggiunge ancore Alboni – è fondamentale sapere che si va incontro a pene esemplari, altrimenti si rischia di creare una via di fuga per chi ha compiuto violenza sessuale su una donna e non è ancora stato scoperto e per chi avesse mai intenzione di mettere in atto una simile azione».

«Il rischio è davvero quello di tornare indietro di secoli: a quelle faide tra tribù poco civilizzate che, oltre a spararsi, stupravano donne – conclude il vicepresidente del Pdl - Una sentenza come quella della Cassazione è demotivante per chi arresta gli stupratori, pone il dubbio di chi, a questo punto, tutela davvero una donna e apre pericolosamente la strada alla giustizia sommaria».


Torna indietro

facebook2twitter2flickrpdl2formigoni2valentini2
contattaci