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Il fattore famiglia sarà un sostegno importante per le famiglie in difficoltà
FATTORE FAMIGLIA, ARRIVA IL VIA LIBERA
«PIÙ EQUITÀ NELLE POLITICHE SOCIALI»

Milano - 15/02/2012 | Politiche sociali | Prima in Italia, la Lombardia vara il Fattore Famiglia. Si tratta di un indicatore per le politiche sociali, che non solo tiene conto delle situazioni reddituali e patrimoniali, ma contempla anche a pieno titolo il numero di figli e i carichi di cura, ad esempio la presenza nel nucleo familiare di anziani non autosufficienti o di disabili. Il provvedimento, approvato dal Consiglio regionale, realizza uno degli obiettivi programmatici più qualificanti della Giunta Formigoni ed è stato fortemente voluto, oltre che dal presidente stesso, dall'assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale, Giulio Boscagli.

«Con il Fattore Famiglia – spiega il capogruppo Paolo Valentini – Regione Lombardia introduce una norma volta a considerare la situazione economica delle famiglie tenendo conto non solo delle situazioni reddituali e patrimoniali, bensì contemplando a pieno titolo i carichi di cura delle famiglie».

Il Fattore Famiglia sarà ora sperimentato per un anno in alcuni Comuni del territorio lombardo. A livello regionale ha già trovato applicazione per quanto riguarda la Dote scuola 2012-2013, misura che interessa un terzo degli studenti lombardi (circa 300.000) con uno stanziamento di 81 milioni e che, con i nuovi parametri applicati, darà diritto alla Dote a 8.000 famiglie in più dello scorso anno.

«Fattore Famiglia e Dote scuola sono due provvedimenti - ha sottolineato il presidente Formigoni - che confermano la forte attenzione della Regione Lombardia alla famiglia in tutta la sua concretezza, considerando e comprendendo dunque le reali peculiarità e differenze, per dare a ciascuno la sua risposta, appropriata e proporzionata».

«In un momento in cui la crisi morde - ha detto ancora Formigoni - e le risorse pubbliche sono molto limitate, interveniamo con un metodo di maggiore giustizia ed equità».

«Il Fattore Famiglia - ha aggiunto Boscagli - si inserisce nel più generale quadro di riforma del sistema di welfare lombardo, rappresentando un'importante anticipazione sul piano nazionale. È un indicatore più equo, che corregge le distorsioni dell'Isee. Infatti fare parti uguali tra diversi non sarebbe equità».

Parte ora un periodo di sperimentazione su tutte le unità d'offerta sociali e socio sanitarie «che consenta di valutare - ha aggiunto Boscagli -, con grande attenzione, l'appropriatezza degli indicatori individuati, l'impatto sulle famiglie lombarde e la sua sostenibilità». Solo dopo questa fase, i cui risultati saranno resi noti e valutati dal Consiglio regionale, la Giunta regionale sarà investita del compito di definire i criteri attuativi.

La misura lombarda non tocca in nulla i Livelli essenziali di assistenza (Lea), che sono di competenza nazionale. In altri termini, il provvedimento lombardo non si colloca minimamente in contrasto con la disciplina nazionale dei Lea e la sua legittimità è supportata sia dalla giurisprudenza costituzionale sia dal recente parere della Corte dei Conti sul nostro sistema socio-sanitario. I principi cardine della legge regionale sul Fattore Famiglia si collocano, infatti, nel pieno rispetto dei Livelli essenziali di assistenza e sono volti a riconoscere un ruolo centrale alla famiglia, commisurando lo strumento di valutazione della situazione economica agli effettivi carichi di cura e sono diretti a garantire il rispetto del principio di uguaglianza sostanziale attraverso l'aumento dell'offerta dei servizi su base regionale.

Il Fattore Famiglia lombardo, declinato nella scala di equivalenza con i correttivi riguardanti i carichi di cura, diventa quindi lo strumento attraverso cui Regione, Province e Comuni determineranno, ciascuno nel rispetto delle rispettive competenze, il valore dei voucher sociali e sociosanitari, gli altri benefici economici e la compartecipazione economica ai costi delle prestazioni sociosanitarie e sociali. Per esempio la retta di una casa di riposo potrà essere rimodulata e differenziata appunto in base al Fattore Famiglia, favorendo ulteriormente i nuclei con maggiori carichi.

Tags: Fattore Famiglia - Valentini - Formigoni - Boscagli - Corte dei conti - Isee




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